Comunicazione di servizio
Mi sono spostato qui.
Mi sono spostato qui.
Sabato sarà passato un mese da quando sono stato lasciato: non è durata che quattro mesi, ma sono stato molto bene e ci credevo davvero. Non è stato un bel periodo, fra quel senso di profonda solitudine, i rimorsi e i bei ricordi che purtroppo affiorano ogni tanto (un po’ troppo spesso a dire il vero), ma al classico “sei solo un amico” non è che ci sia molto da rispondere. Si, è proprio lui, il dispiacermi di non bastare (cit.)
Sabato però ci sarà anche il concerto dei 2 Many dj’s a Bologna (se non li conoscete, ascoltatevi questo, la miglior compilation di sempre!), e sarà un’ottima occasione per provare a voltare pagina, per uscire da questo stato larvale e riiniziare a <parole a caso che non scrivo perché a rileggerle perso che vomiterei dallo schifo>. Perché anche se non c’è amore, a volte… A volte c’è qualcos’altro (cit.)
Si, questa è stata una pausa davvero lunga (in effetti in questi ultimi mesi ho pure perso il tic di premere fra i preferiti l’antro di mitch per controllare le visite giornaliere, ed anzi era più di un mese che non ci entravo), ma ora ritorno qui abbastanza ispirato, anche se con poco tempo a disposizione.
Vi lascio qui una piccola critica che mi faccio: nell’ascoltare musica, mi concentro esclusivamente sulla musica (appunto), mentre dimentico quasi totalmente di fare attenzione ai testi. In effetti vado a cercare le parole di pochissime canzoni (visto che il mio inglese non mi permette di capirle “ad orecchio”), e di ancora meno mi soffermo a riflettere sul significato. Anche di quei dischi che ritengo fondamentali: oggi tornando a casa ho ascoltato per la milionesima volta Lateralus dei Tool, e per la prima volta mi sono reso veramente conto della bellezza delle parole di Schism. Mi sto perdendo davvero un sacco di roba.
<<I live in New York, and I was thinking about the lagoon in Central Park, down near Central Park South. I was wondering if it would be frozen over when I got home, and if it was, where did the ducks go? I was wondering where the ducks went when the lagoon got all icy and frozen over. I wondered if some guy came in a truck and took them away to a zoo or something. Or if they just flew away.>>
Vorrà dire che questo capodanno vedremo di risolvere il dilemma del giovane Holden… Si va nella grande melaaaaaaaaaa!!
Eh già! Pur essendo i Nine Inch Nails in “pausa” fino a data da destinarsi il caro Mr. Self Destruct non fa mancare nulla ai suoi fan: innanzitutto, la colonna sonora del (niente male) The Social Network, lungometraggio dedicato alla travagliata storia di Facebook e del suo creatore Marc Zuckerberg, poi il primo ep del progetto How To Destroy Angels (che potete scaricare gratuitamente qui) in collaborazione con la moglie Mariqueen Maandig. Come sempre, una grande fusione di rock ed elettronica ed un geniale mix di atmosfere cupe e suoni industriali, prodotta come spesso è accaduto dal buon Atticus Ross.
Vi linko uno splendido intervento del prof. Marco Abate di qualche anno fa (in occasione di un ciclo di lezioni divulgative in piazza per la protesta contro il disegno di legge Moratti) che prova a dare risposta ad un quesito che tutti si sono posti nella loro vita: “A cosa serve la (ricerca) matematica?” Vi consiglio caldamente di leggerlo!
Cosa succede in un salotto iraniano dopo pranzo, quando gli uomini lasciano le donne alle loro faccende domestiche? Marjane Satrapi, nota al grande pubblico per lo splendido Persepolis, ci mostra come il “rito” del tè si trasformi in un’occasione per cicalare e spettegolare, dandoci al contempo un’interessante visione del mondo dalla prospettiva di donne di generazioni e formazioni diverse (aspetto sul quale in effetti ci si sofferma poco, soprattutto rispetto alla questione “burka”). Pur ricordando parecchio l’ottimo lungometraggio Caramel, Taglia e Cuci è un’opera molto più frizzante e divertente (a partire dall’inconfondibile stile grafico quasi caricaturale della Satrapi), che si vede però bene dallo scadere nella banalizzazione: semplicemente, mostra un’universo complesso ed “esotico” al lettore filtrato attraverso gli occhi curiosi di una adolescente. Infine, non rimane che elogiare l’ottimo adattamento della Lizard.
…oltre ai post del mitch (vi sono mancato, eh?), anche le lezioni. Devo dire che mi piace un sacco l’inizio dei corsi (tanto più se atteso da parecchio, come questa volta): curiosare fra i programmi alla ricerca di cose interessanti, comprare libri e quaderni nuovi, fare la tabella con gli orari, stampare dispense, arrivare in coma (e in ritardo xD) la prima ora. E’ una routine che si ripete ogni anno, ma che sa sempre dare un’iniezione di entusiasmo a queste uggiose giornate autunnali. Insomma, poi ci vuole un po’ di ritmo nella mia vita (sennò che razza di abitudinario sarei?): magari è la volta buona che smaltisco un po’ della mia fida panza… Mah!
Stay tuned!
Departures è uno di quei film che non ti aspetti. Insomma, uno va al cinema incuriosito dal premio Oscar per il miglior film straniero 2009, aspettandosi però il polpettone orientale del Kim Ki Duk o del Takeshi Kitano di turno, ma non è così.
E’ una cazzata ma… è normale vergognarsi tantissimo a leggere i propri post vecchi? Insomma, quando spulcio il mio blog mi vien sempre da dire “Ma quanto ero deficiente all’epoca?”, mi vengono i brividi; leggere i commenti degli altri invece mi fa sempre sorridere un sacco! Mi succede più o meno lo stesso leggendo gli sms… La cosa buona è che almeno vuol dire che un po’ sono cambiato (cresciuto è troppo ottimistico come termine)!
P.s. Non oso immaginare cosa penserò di questo post fra un annetto.